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Numero di recensioni: 191


Titolo: Il cerchio
Regista: Jafar Panahi
Supporto: DVD - Scaffale: A - Posizione: 42 - Sede: Ragioneria
Anno: 2000 - Paese: Iran - Italia - Durata (minuti): 90
Trama: Una donna ha appena dato alla luce una bambina, e già sono entrambe malvolute.Tre donne vengono rilasciate dalla prigione con un permesso temporaneo e il bisogno di trovare dei soldi per fuggire le porterà a prendere misure disperate. Sola e senza documenti, una giovane donna e costretta a mentire per comprare un biglietto per un autobus che la porti fuori città. Una donna non sposata fugge di prigione per poter abortire e viene allontanata dalla casa del padre in seguito alla reazione violenta dei fratelli. I loro crimini sono privi sostanza, non importa che siano colpevoli o innocenti. Il loro cammino si incrocierà a creare nuovi intrecci.
Genere: Drammatico - Tematica: Donna - Destinatari: tutti

Titolo: Il circo
Regista: Charlie Chaplin
Supporto: VHS - Scaffale: A - Posizione: 43 - Sede: Ragioneria
Anno: 1928 - Paese: Usa - Durata (minuti): 71
Trama: Una tranquilla visita del vagabondo alla fiera rischia di trasformarsi in un mare di guai. Un borsaiolo, vistosi scoperto dalla sua vittima, si disfa della refurtiva nascondendola nelle tasche di un ignaro Charlot. Questi tenta di discolparsi ma poi è costretto a fuggire dai poliziotti, entrando dapprima nel labirinto degli specchi, poi sostituendosi a degli automi, dei quali imita alla perfezione i movimenti meccanici ed infine irrompendo al centro della pista del circo durante l’esibizione di un improbabile e maldestro illusionista. Con la propria comparsa e la goffaggine del suo comportamento Charlot provoca le fragorose risate del pubblico, piacevolmente sorpreso dall'improvviso sviluppo comico del numero di magia.Lo scarso livello qualitativo degli artisti e la conseguente precaria condizione economica del circo suggeriscono al proprietario di assumere l’artefice del ritrovato entusiasmo degli spettatori, cioè Charlot. Egli viene iniziato ai rudimenti dell’arte del clown ma con risultati assolutamente deludenti e controproducenti che decretano la sua cacciata. L’improvviso sciopero degli inservienti del circo vale il reintegro del vagabondo nell'organico in qualità di attrezzista. In questo modo egli ha l'occasione, involontariamente, di rivelare nuovamente la sua capacità di far ridere il pubblico con il proprio comportamento sconclusionato. Lo scaltro proprietario, accortosi della sua comicità inconsapevole, decide di sfruttare Charlot come buffone per risollevare le sorti del suo circo, ma senza riconoscergli nulla. Charlot stringe amicizia con la bella figlia del padrone e se ne invaghisce. Sarà la ragazza ad aprirgli gli occhi sulla situazione del suo impiego sottopagato e ad incoraggiarlo a rivendicare dignità e salario. L’arrivo di un nuovo artista, l'equilibrista Rex, e gli sguardi languidi lanciatigli dalla ragazza destano la gelosia del vagabondo che prova ad emulare di nascosto il rivale alla corda sospesa, fin quando non sarà sorpreso dal principale. La disillusione amorosa azzera il potenziale del vagabondo il cui numero non fa più divertire il pubblico, ma arrabbiare il padrone. L’occasione di rivalsa gli si offre quando deve sostituire l’equilibrista, temporaneamente introvabile, nel suo spettacolo alla corda. La sfortuna, l’imperizia e l’accanimento di alcune scimiette dispettose, che quasi provocano la sua caduta, compromettono la riuscita del numero che il vagabondo aveva furbamente preparato con la complicità di un addetto alla corda, il quale avrebbe dovuto sostenerlo in sicurezza durante le evoluzioni acrobatiche. Il venir meno di questo accorgimento e la rovinosa e ingloriosa uscita di scena a cavallo di una bicicletta, che avrebbe dovuto scendere elegantemente al suolo, invece di correre all'impazzata e travolgere il principale, decretano definitivamente il licenziamento del vagabondo. La ragazza, continuamente vessata dal padre, fugge dal circo raggiungendo Charlot il quale, consapevole dei sentimenti di lei, predispone un piano affinché Rex la sposi e la sottragga alle angherie paterne. La condizione perché i due artisti ora sposi riprendano il loro posto nella compagnia del padre di lei, che non può rinunciare alle loro esibizioni, è la riassunzione del vagabondo che, però, declina l’offerta e in solitudine assiste alla partenza dei carrozzoni circensi. Una volta scomparsi all’orizzonte egli si avvia mestamente, ma dignitosamente, incontro ad una nuova avventura.
Genere: Comico - Tematica: Senso vita - Destinatari: tutti

Titolo: Il Concerto
Regista: Radu Mihaileanu
Supporto: DVD - Scaffale: C - Posizione: 146 - Sede: Ragioneria
Anno: 2009 - Paese: Francia-Italia - Durata (minuti): 120
Trama: All'epoca di Brežnev, Andreï Filipov è il più grande direttore d'orchestra dell'Unione Sovietica: dirige la celebre Orchestra del Teatro Bol'šoj, ma viene licenziato all'apice della gloria, interrotto nel mezzo di un concerto, perché precedentemente si era rifiutato di espellere dalla sua orchestra tutti i musicisti ebrei. Ventinove anni dopo lavora ancora al Bol'šoj, ma come uomo delle pulizie. Una sera Andreï si trattiene fino a tardi, per tirare a lustro l'ufficio del direttore e trova casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bol'šoj: è del Théâtre du Châtelet, che invita l'orchestra ufficiale a suonare a Parigi. All'improvviso Andreï ha un'idea folle: riunire i suoi vecchi amici musicisti che, come lui, vivono facendo umili lavori e portarli a Parigi, spacciandoli per l'orchestra del Bol'šoj. È l'occasione tanto attesa da tutti di potersi finalmente prendere una rivalsa e di terminare il Concerto per violino e orchestra di Cajkovskij che stavano suonando trent'anni prima, prima di essere interrotti. Ma nella decisione di Filipov di voler attuare questo assurdo quanto coraggioso piano non c'è solo la voglia di rivalsa per ciò che gli fu negato 30 anni prima: un segreto tenuto per tutto questo periodo ben nascosto sta per venire alla luce. In un misto di ironia e pathos si snoda l'avventura dell'improbabile orchestra. Il film si conclude con il concerto che termina con un'ovazione per l'orchestra.
Genere: Commedia drammatica - Tematica: Riscatto - Destinatari: tutti

Titolo: Il Decalogo (1-2-3)
Regista: Krzysztof Kieslowski
Supporto: VHS - Scaffale: A - Posizione: 44 - Sede: Ragioneria
Anno: 1998 - Paese: Polonia - Durata (minuti): 55
Trama: Decalogo 1 (Dekalog, jeden) - Io sono il Signore tuo Dio. Non avrai altro dio all'infuori di me Decalogo 2 (Dekalog, dwa) - Non nominare il nome di Dio invano Decalogo 3 (Dekalog, trzy) - Ricordati di santificare le feste Decalogo (Dekalog) è una serie di 10 mediometraggi diretti dal regista polacco Krzysztof Kieslowski. Ogni episodio dura circa 55 minuti e racconta una storia di vita quotidiana indipendente da quelle degli altri episodi e ispirata, talora vagamente, talora in modo più esplicito, a uno dei dieci comandamenti biblici. Ogni episodio del Decalogo ha un cast differente, ma in tutti, con l'eccezione dell'ultimo episodio, è presente la figura del "testimone silenzioso", un personaggio che non parla mai ma che assiste muto allo svolgimento delle vicende. Forse l'occhio di Dio? Forse la personificazione della coscienza? Forse un angelo? Il regista non ha mai rivelato il suo significato, né al pubblico né all'attore stesso.
Genere: Drammatico - Tematica: Dio - Destinatari: + 14

Titolo: Il Decalogo (4-5-6)
Regista: Krzysztof Kieslowski
Supporto: VHS - Scaffale: A - Posizione: 45 - Sede: Ragioneria
Anno: 1988 - Paese: Polonia - Durata (minuti): 165
Trama: Decalogo 4 (Dekalog, cztery) - Onora il padre e la madre Decalogo 5 (Dekalog, piec) - Non uccidere. Poi trasformato in film TV con il titolo Non uccidere (Krótki film o zabijaniu) Decalogo 6 (Dekalog, szesc) - Non commettere atti impuri. Poi trasformato in film TV con il titolo Non desiderare la donna d'altri o Non commettere atti impuri (Krótki film o milosci)
Genere: Drammatico - Tematica: Felicità - Destinatari: + 14


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