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Numero di recensioni: 191


Titolo: Lo chiamavano Jeeg Robot
Regista: Gabriele Marinetti
Supporto: DVD - Scaffale: D - Posizione: 188 - Sede: Ragioneria
Anno: 2016 - Paese: Italia - Durata (minuti): 118
Trama: Il titolo del film è un omaggio alla serie manga e anime Jeeg robot d'acciaio di Go Nagai, di cui il film riprende alcune tematiche e costituisce un Vincitore di sette Premi David di Donatello 2016, due Nastri d'Argento, un Globo d'Oro e quattro Ciak d'Oro 2016. Il film inizia con il protagonista Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria) che entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia (Ilenia Pastorelli), convinta che lui sia l'eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d'acciaio. Lo chiamavano Jeeg Robot è il film di (un) genere italiano, quello supereroistico, che stavamo aspettando in tanti. Polposo più che pulp, pieno di carne, sangue, e con una Roma protagonista assoluta, eterna testimone sarcastica dei suoi altrettanto eterni problemi.
Genere: Azione - Tematica: Riscatto - Destinatari: tutti

Titolo: Lo spazio bianco
Regista: Francesca Comencini
Supporto: DVD - Scaffale: B - Posizione: 81 - Sede: Ragioneria
Anno: 2009 - Paese: Italia - Durata (minuti): 96
Trama: Dall'omonimo romanzo di Valeria Parrella. Maria aspetta una bambina, non è incinta più ma aspetta lo stesso. Aspetta che sua figlia nasca, o muoia. E se c'è una cosa che Maria non sa fare è aspettare. E' per questo che i tre mesi che deve affrontare, sola, nell'attesa che sua figlia Irene esca dall'incubatrice, la colgono impreparata. Abituata a fare affidamento esclusivamente sulle proprie forze e a decidere con piena autonomia della propria vita, Maria si costringe ad un'apnea passiva che esclude il mondo intero, si imprigiona nello spazio bianco dell'attesa.
Genere: Drammatico - Tematica: Donna - Destinatari: tutti

Titolo: L'onda
Regista: Dennis Gansel
Supporto: DVD - Scaffale: C - Posizione: 151 - Sede: Ragioneria
Anno: 2008 - Paese: Germania - Durata (minuti): 107
Trama: L'onda (Die Welle) è un film del 2008 diretto da Dennis Gansel, tratto dal romanzo di Todd Strasser L'onda, a sua volta basato sull'esperimento sociale denominato La Terza Onda (The Third Wave), avvenuto nel 1967 in California.Durante la settimana a tema, un insegnante di una scuola superiore tedesca, Reiner Wenger, si trova a dover affrontare il tema dell'autocrazia, benché egli avesse preferito quello dell'anarchia, più vicino ai suoi ideali. Gli studenti, inizialmente annoiati dall'argomento, non credono possibile che una nuova dittatura possa essere instaurata nella moderna Germania, poiché la gente ha imparato dagli errori del passato. L'insegnante decide allora di organizzare un esperimento, in modo tale da dimostrare agli allievi come le masse possano essere facilmente manipolate. L'esperimento coinvolge la classe stessa e ha inizio con la scelta di un leader, il quale viene individuato nell'insegnante, e l'imposizione di alcune regole basilari. Wenger per far sì che la classe cominci ad essere più unita, cambia la disposizione dei banchi, in modo tale che i gruppetti di amici vengano stravolti e gli studenti meno bravi possano trovarsi vicino a quelli più preparati, insegnandosi l'un l'altro e migliorando nel complesso i risultati della classe. Infine, quando gli studenti vogliono dire qualcosa ad alta voce, devono alzarsi in piedi e dare risposte brevi e concise. Wenger mostra inoltre ai suoi studenti come l'effetto di marciare all'unisono possa farli sentire un'unica entità. Il passo successivo all'identificazione del gruppo, è quello di dargli un nome, scelto tra varie proposte degli studenti e selezionato tramite votazione. Viene scelto "L'onda" ("Die Welle"). Viene ideato anche un apposito logo. Ogni studente dovrà poi indossare una sorta di divisa, costituita da camicia bianca e jeans, in modo tale da rimuovere le distinzioni individuali e di classe. Inoltre viene inventato un saluto, ovvero la simulazione, fatta con il braccio destro, di un'onda. Due ragazze, Karo e Mona, non accettano le decisioni del gruppo e abbandonano l'esperimento, disgustate da come la classe abbia abbracciato in modo acritico gli ideali dell'Onda. I ragazzi del gruppo iniziano a diffondere nell'intera città il logo dell'Onda per mezzo di adesivi e bombolette spray, verniciando addirittura le impalcature che nascondono il municipio. Iniziano, inoltre, a tenere feste in cui solo i membri del movimento sono autorizzati a partecipare, osteggiando e discriminando tutti gli altri. Un giovane in particolare, Tim, un ragazzo che sin dall'inizio del film si capisce essere insicuro, sottomesso al più forte e anche psicolabile, inizia a identificarsi in modo ossessivo col gruppo, visto che soltanto al suo interno riesce a sentirsi finalmente accettato. Egli si propone perfino di diventare la guardia del corpo di Wenger. La forza dell'Onda è sempre più dirompente e ben presto il progetto sembra sfuggire di mano al suo stesso ideatore, il quale non riesce a porvi fine (Wenger, infatti, soffrendo di un complesso di inferiorità rispetto agli altri professori, si sentirà estremamente coinvolto dal gruppo, rendendosi "cieco" a quello che il gruppo sta in realtà diventando) prima che esso conduca a tragiche conseguenze. Alla fine, quando il professore deciderà di sciogliere il movimento, Tim, vedendo distrutta l'unica cosa in cui credeva, prima spara ad un membro dell'Onda, poi si uccide. L'iniziale convinzione degli studenti sull'impossibilità della nascita di una nuova dittatura in Germania risulta così clamorosamente e dolorosamente smentita dai fatti. Wenger, responsabile dell'accaduto, viene arrestato dalla polizia.
Genere: Drammatico - Tematica: Identità - Destinatari: + 14

Titolo: L'onorevole Angelina
Regista: Luigi Zampa
Supporto: VHS - Scaffale: B - Posizione: 82 - Sede: Ragioneria
Anno: 1947 - Paese: Italia - Durata (minuti): 82
Trama: Moglie di un vicebrigadiere (Bruno) e madre di cinque figli, Angelina (Magnani) guida le donne della borgata romana di Pietralata all'assalto dei magazzini di pasta di un borsanerista e, dopo l'alluvione, a occupare gli alloggi vuoti di uno speculatore edilizio. Diventata famosa, è tentata dalla politica, ma, ribellatasi alla forza pubblica, è arrestata. Esce dal carcere vittoriosa... Scritta con Piero Tellini e Suso Cecchi D'Amico, è una commedia sagace nel mescolare la gravità dei temi e la comicità del trattamento _ cronaca e spettacolo _ pur con scivolate nella retorica del patetico e una sottesa ideologia della riconciliazione delle classi all'insegna dei valori familiari e dei buoni sentimenti. Magnani strepitosa nelle "baccagliate", premiata con il Nastro d'argento della migliore attrice del 1947-48. 4° incasso tra i film italiani della stagione e successo internazionale.
Genere: Commedia - Tematica: Politica Politica - Destinatari: tutti

Titolo: L'ottavo giorno
Regista: Jaco Van Dormael
Supporto: DVD - Scaffale: B - Posizione: 83 - Sede: Ragioneria
Anno: 1996 - Paese: Francia - Durata (minuti): 118
Trama: Uomo d'affari che al lavoro e al successo ha sacrificato gli affetti e sé stesso, Harry (D. Auteuil) conosce il mongoloide Georges (P. Duquenne), uomo libero cui nulla può impedire di essere buono e generoso. Harry fa quel che deve fare, Georges quello che vuole. E il secondo, l'emarginato, che aiuta il primo, l'integrato, a cambiare e a liberarsi. Mentre Toto le héros (1991), il precedente e premiatissimo film del belga Dormael, era sostenuto da "Boum", celebre canzone di C. Trenet, qui si propone un cavallo di battaglia di Luis Mariano (1914-70), idolo francese degli anni '50, con un motivo che fu popolare anche in Italia: "Tu sei per me la più bella del mondo". La mamma, s'intende. E la spia dell'ideologia di questo film a programma, del suo immedicabile sentimentalismo. Le invenzioni oniriche o fantastiche sembrano uscite da un film sbagliato di Lelouch. Al Festival di Cannes 1996 il premio del migliore attore fu diviso tra Auteuil e Duquenne. Soltanto il secondo lo merita. Ha ragione Auteuil a dire che è il Marlon Brando degli attori "down".
Genere: Drammatico - Tematica: Amicizia - Destinatari: tutti


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